Febbraio 25

ORA DI PREGHIERA

Viva † Gesù

ADORAZIONE EUCARISTICA

Chiamati a guardare verso l’alto

 

CANTO DI ESPOSIZIONE: GLORIA A TE, CRISTO GESU’

 

Rit.    Gloria a Te, Cristo Gesù, oggi e sempre Tu regnerai!

              Gloria a Te! Presto verrai: sei speranza solo Tu!

 

  1. Sia lode a Te! Pane di vita, cibo immortale sceso dal cielo,

sazi la fame d’ogni credente.

Solo in Te pace e unità. Amen! Alleluia!

 

Pausa di silenzio

 

Rit. OH, OH, OH, ADORAMUS TE, DOMINE. (2 v.)

 

  1. Gesù, Misericordia che si curva sulla nostra debolezza, Medico per le nostre infermità:

Tu solo puoi liberarci dall’oppressione del peccato.

A Te leviamo i nostri occhi e Tu aprici la Via che porta al Padre.

 

  1. Gesù, Uomo perfetto, Primogenito della nuova creazione:

Tu solo puoi ricreare in noi l’immagine perduta.

A Te leviamo i nostri occhi e Tu chiamaci alla Vita in Te.

 

  1. Gesù, Re dei re, Maestro e Signore:

Tu solo puoi mostrarci la grandezza dell’Amore.

A Te leviamo i nostri occhi e Tu insegnaci a servire.

 

Adorazione silenziosa

Il modo in cui Cristo ci ama è qualcosa che Egli non ha voluto troppo spiegarci. Lo ha mostrato nei suoi gesti. Guardandolo agire possiamo scoprire come tratta ciascuno di noi… tante volte appare nel Vangelo che la vicinanza viene da quello che Gesù sente nel cuore: si commuove, sente misericordia, si avvicina e tocca la carne ferita, impone le mani… Il racconto di questo miracolo che Gesù fa su di una donna curvata, che rappresenta tutta l’umanità ancora tutta ripiegata su di sé, suggerisce come icona l’immagine di un Dio che si curva su di noi, e con questo gesto ci rivela la sua condiscendenza, la sua misericordia.                        (Dal Magistero di Papa Francesco)

 

Alleluia

Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. (1Gv 4, 10b)

Alleluia

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13, 10-17)

Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei liberata dalla tua malattia”. Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: “Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato”. Il Signore gli replicò: “Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?”. Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

 

BREVE RIFLESSIONE 

 

PREGHIERA DI RISONANZA

 

  • Era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta …

 

Da un commento di Padre Silvano Fausti

L’uomo è fatto per stare dritto davanti a Dio, è interlocutore di Dio, è a sua immagine e somiglianza, è suo partner. Il racconto ci presenta invece una donna che aveva uno spirito di infermità. Essa rappresenta l’uomo che non riesce a stare dritto, è instabile e cade. Anche noi siamo legati da uno spirito che ci impedisce di stare in piedi e ci fa curvare. Sono vari i tipi di curvature che abbiamo. La prima curvatura, quella più leggera, è quella di uno che è curvato sul proprio sentire. C’è poi quella più profonda di chi è curvato tutto sul proprio io. Nella terza curvatura, ancora più profonda, il centro sono le cose da possedere, il mio io che si identifica nelle cose. Poi c’è quella “religiosa”, che conosciamo tutti bene, di chi è curvato sulle sue ferite, sui suoi peccati, sulle sue colpe e non si ritiene mai degno dell’amore infinito di Dio, che perdona. E infine la quinta curvatura, più profonda di tutte, è quella della persona brava, religiosa, che ama tanto Dio e si compiace del suo amore, della sua fede, delle sue virtù … cioè l’ipocrita.

  

Preghiera e adorazione personale

È curva l’anima oppressa dalle cose della terra; è curva l’anima appesantita dal desiderio di cose mondane; è curva l’anima che falsamente si illude d’avere il cuore in alto, cioè rivolto al Signore. Se infatti hai il cuore in alto non sei curvo; sei invece curvo se vai sempre in cerca di cose terrene, se desideri conseguire la felicità attraverso beni terreni, se pensi che servire Dio sia inutile se non riesci ad avere in abbondanza il benessere di quaggiù. Sei curvo: il tuo cuore non è con il Signore… Tu dunque raddrizzati dalla tua posizione curva: smettila con i tuoi gusti terreni! Sei risorto con Cristo, che è in cielo: protènditi verso di lui e non sarai curvo!

   (S. Agostino)

 

L’anima che si avvicina a Dio si drizza e guarda verso l’alto.  (S. Eusebio di Cesarea)

 

Rit.: MISERICORDIAS DOMINI IN AETERNUM CANTABO. (2v.)

 

Il mio popolo è duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. (Os 11,7)   Rit.

Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. (Os 11,4)  Rit.

 

Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella. (Mt 11, 5)      Rit.

 

Gesù si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli. (Gv 13,4-5) Rit.   

 

Voi fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. (Gal 5,13)  Rit.

 

Pausa di silenzio

 

SALMO 145    Beato chi spera nel Signore

Sol:   Loda il Signore, anima mia: †
loderò il Signore per tutta la mia vita, *
finché vivo canterò inni al mio Dio.

Sol:   Non confidate nei potenti, *
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra; *
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

    Tutti:   Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, *
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra, *
del mare e di quanto contiene.

Sol:   Egli è fedele per sempre, †
rende giustizia agli oppressi, *
dà il pane agli affamati.

     Tutti:   Il Signore libera i prigionieri, *
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto, *
il Signore ama i giusti,

Sol:   il Signore protegge lo straniero, †
egli sostiene l’orfano e la vedova, *
ma sconvolge le vie degli empi.

     Tutti:    Il Signore regna per sempre, *
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

     Tutti:    Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

 

Pausa di silenzio

 

  • Donna, sei liberata dalla tua malattia

 

Da un commento di Padre Silvano Fausti

Questa donna, a differenza dell’emorroissa, non cerca di toccare Gesù. È invece cercata e toccata da lui. Si sottolinea così l’iniziativa paziente di Gesù che la vede, la chiama e non le dice: “sii liberata”, ma dice “sei stata liberata” sei già stata liberata, cioè tu sei già amata infinitamente da Dio! È l’annuncio della salvezza già avvenuta. Gesù lo svela, perché l’uomo agisce secondo quello che sa e fino a quando non ha la coscienza di essere amato, non può amare sé stesso e non può amare gli altri, sta ancora tutto ripiegato e accartocciato. Capire che Gesù è morto per me e che io, peccatore, sono amato infinitamente dà davvero una vita nuova, una vita divina e mi fa cosciente di essere nel cuore di Dio, di essere amato senza misura. Essere finalmente slegati dalla falsa immagine del proprio io e dalla falsa immagine di Dio, ci fa vivere nella libertà dei figli di Dio che non è la libertà di fare il male, ma è la libertà del servizio e dell’amore, è la libertà di amare come siamo amati.

 

Preghiera e adorazione personale

La guarigione operata da Cristo, fa in modo che la donna cambi fisicamente la prospettiva del suo modo di vedere. Se prima guardava verso il basso (e non poteva fare altrimenti!), ora è in grado di guardare anche verso l’alto; ciò avviene anche dal punto di vista spirituale: ella diventa in grado di volgersi alle cose del cielo e sperare, senza più lasciarsi schiacciare dalle sventure e dalle miserie della vita presente. (S. Agostino)

 

Tenete il vostro sguardo fisso in Dio e su voi stessa. Non vedrete mai Dio senza bontà né voi senza miseria. Vedrete anche la sua bontà abbassarsi alla vostra miseria e la vostra miseria oggetto della sua bontà e misericordia…

Più siamo miserabili, più dobbiamo aver fiducia nella bontà e misericordia di Dio; perché tra la misericordia e la miseria c’è un legame così grande, che l’una non si può esercitare senza l’altra. Se Dio non avesse creato l’uomo, sarebbe stato in verità sempre del tutto buono, ma non avrebbe mai messo in atto la sua misericordia, infatti a chi fare misericordia, se non ai miserabili? (Dagli scritti di SAN FRANCESCO DI SALES)

 

La gloria di Dio è che tutto è vivificato dal suo Amore. Allora la gioia diventa il segno della presenza di Dio, perché Dio è amore e l’amore c’è dove è corrisposto. La gioia è il segno dell’amore corrisposto, e quindi è segno indubitabile della presenza di Dio.  (P. F. Clerici)

 

CANTO: SERVIRE È REGNARE

 

  1. Guardiamo a Te che sei, Maestro e Signore:

chinato a terra stai ci mostri che l’amore

è cingersi il grembiule, sapersi inginocchiare,

c’insegni che amare è servire.

 

Rit.    Fa’ che impariamo, Signore, da Te,

            che il più grande è chi più sa servire,

            chi s’abbassa e chi si sa piegare,

            perché grande è soltanto l’amore.

 

  1. E ti vediamo poi, Maestro e Signore,

che lavi i piedi a noi che siamo tue creature;

e cinto del grembiule, che è il manto tuo regale,

c’insegni che servire è regnare.  

 

Facendoci voce dell’umanità intera, specialmente quella ferita e oppressa, presentiamo al Signore le nostre invocazioni perché tutti siano raggiunti e liberati dalla potenza della sua Misericordia.

 

Sol: Noi speriamo in Te! Tutti: Noi speriamo in Te!

 

Gesù stava insegnando … la parola e il magistero di Papa Francesco trovino disponibilità e accoglienza nei cuori.

C’era là una donna inferma … i malati non si sentano abbandonati e possano sperimentare la potenza della grazia di Dio che opera nella nostra debolezza.

Era curva … quanti avvertono il fallimento della loro vita non disperino della Misericordia di Dio e sperimentino l’accoglienza materna della Chiesa.

Non riusciva in alcun modo a stare diritta … quanti sono lontani da Dio e hanno il cuore indurito riscoprano la loro dignità di figli del Padre e si aprano all’azione della grazia.

Gesù la vide … le nostre Comunità assumano uno stile di prossimità verso i più deboli, i carcerati e coloro che lasciano la propria terra a causa di guerre e povertà.

La chiamò a sé … i giovani siano aiutati a riconoscere la chiamata del Signore e a rispondere liberamente con scelte coraggiose.

Donna, sei liberata dalla tua malattia … i popoli oppressi siano liberati da ogni forma di schiavitù e ovunque regni la giustizia e la pace.

Impose le mani su di lei … il sacramento dell’unzione degli infermi doni alle persone che lo ricevono e ai loro cari la forza del Signore e sia per tutti un segno visibile di compassione e di speranza.

Glorificava Dio i consacrati siano testimoni della gioia del Vangelo e segno vivente dell’Amore di Cristo.

PADRE NOSTRO

 

ORAZIONE

O Dio, stendi la tua mano sull’umanità affaticata e oppressa e rialzala dalla sua caduta perché tutti riprendano il cammino della speranza e con la loro vita diventino un canto della tua Gloria. Per Cristo nostro Signore.  Amen!

 

CANTO DI REPOSIZIONE: ALLELUIA! A CRISTO SIGNORE

 

  1. A Cristo Signore, che libera dal male:

Rit. GLORIA, GLORIA, ALLELUIA! GLORIA, GLORIA, ALLELUIA!

  1. A Cristo Signore, venuto per servire:
  2. A Cristo Signore, che dona speranza: